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\"Ritratto

Chi sono

Mi chiamo Valeria Sechi, sono nata in Sardegna nel 1966, sono mamma di 5 figli e da tantissimi anni mi occupo di upcycling.

Vengo da una famiglia con scarse possibilità economiche, in cui ogni acquisto doveva essere motivato da un principio di indispensabilità: parole come moda, eleganza e lusso suonavano incomprensibili quanto i geroglifici sulla Stele di Rosetta, e senza nemmeno la traduzione in greco a fronte. Complice poi il fatto di essere cresciuta con tre fratelli maschi, accessori, orpelli e ninnoli non erano contemplati.

Forse per questi motivi, crescendo ho sviluppato un amore viscerale per tutti quegli oggetti in grado di arricchire e caratterizzare un outfit: sciarpe, cappelli, guanti, collane, bracciali, orecchini, anelli, cinture, foulard e chi più ne ha più ne metta.

Per un lungo periodo della mia vita ho curato con morbosa minuziosità l'accostamento di bijoux e accessori vari e mai e poi mai sarei uscita senza orecchini (per poterne portare di più mi sono fatta 5 buchi ai lobi), anelli non meno di 3 o 4, collane e bracciali in quantità e tutti rigorosamente in palette con l'outfit.

Ogni cosa che è stata cucita può essere scucita, ogni cosa che è stata montata può essere smontata, ogni cosa che è stata fatta può essere dis-fatta, ogni cosa che è stata può ancora essere. — Valeria Sechi

Col tempo ho iniziato a personalizzare ogni accessorio, in maniera del tutto artigianale e arbitraria, cosi da renderlo unico perchè, partendo dalla convinzione che ogni persona è unica, ho cominciato a pensare che ciascuno merita di indossare qualcosa che sottolinei questa unicità e la esalti: una forma di lusso autentico.

Negli ultimi anni mi sono occupata di formazione e riciclo creativo, e recentemente la mia grande passione per la bellezza e il refashion mi ha portato a reinventare le cravatte della mia collezione (messa insieme in circa 10 anni), trasformandole in accessori moda esclusivi e originali.

Dopo un lungo percorso fatto di tentativi e inciampi si realizza così il mio sogno e nasce Vipuntozero, per testimoniare un concetto di bellezza fuori dagli stereotipi della moda e lontano dalle logiche delle produzioni seriali, puntando sull’artigianalità della confezione, che presuppone non solo sapienza del fare, ma amore del fare.